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    Aprire o rilevare un centro padel: quanto costa, quanto rende e come si valuta (2026)
    Settori·10 min·August 13, 2026

    Aprire o rilevare un centro padel: quanto costa, quanto rende e come si valuta (2026)

    Il padel è stato il fenomeno imprenditoriale più veloce dello sport italiano: in pochi anni i campi sono passati da qualche centinaio a diverse migliaia, e attorno alla racchetta corta è nato un intero settore fatto di club, coperture pressostatiche, app di prenotazione e maestri con l’agenda piena. Poi, com’era prevedibile, la corsa all’oro ha portato molti cercatori: nelle grandi città l’offerta è esplosa, i prezzi orari si sono compressi e i club nati male — pochi campi, zona sbagliata, niente copertura — hanno cominciato a passare di mano.

    È esattamente il momento in cui un settore diventa interessante per chi compra: si trovano strutture avviate in vendita, e la differenza tra un buon affare e un problema si misura con tre numeri — l’occupazione dei campi, il contratto sull’immobile e la forma giuridica. Vediamoli con ordine.

    Prima di tutto: impresa o ASD? La stessa trappola delle palestre

    Come nel fitness, una parte consistente dei club di padel italiani non è un’impresa ma una associazione o società sportiva dilettantistica (ASD/SSD), spesso affiliata alla FITP, con un regime fiscale di favore. E un’associazione non si compra: non ha quote liberamente cedibili e il suo patrimonio non si trasferisce con una compravendita ordinaria. Ne abbiamo scritto a proposito delle palestre, e per il padel vale identico.

    Se il club che ti interessa è una s.r.l. o una ditta individuale, si applica la normale cessione d’azienda. Se è una ASD/SSD, le strade sono altre — subentrare nel contratto sull’area, ricomprare campi e attrezzature, costituire una nuova entità — e vanno costruite con un professionista. È la prima domanda da fare, perché cambia prezzo, contratto e tasse. Attenzione anche al caso frequente del club su area comunale in concessione: lì non stai comprando un immobile né un contratto d’affitto ordinario, ma un rapporto con l’ente pubblico che ha regole e scadenze proprie.

    Quanto costa aprire: il campo è la parte facile

    • I campi. Un campo panoramico (struttura, vetri, rete, tappeto in erba sintetica, illuminazione) costa indicativamente 15.000-30.000 € chiavi in mano, più il fondo: la platea in cemento armato con le pendenze giuste, che su un terreno non preparato aggiunge altre decine di migliaia di euro. Il campo, paradossalmente, è la voce più prevedibile del progetto.
    • La copertura. In quasi tutta Italia un campo scoperto lavora sei-otto mesi l’anno e muore d’inverno (e d’estate a mezzogiorno). Coprire è quello che trasforma un passatempo stagionale in un’azienda: un pallone pressostatico o una tensostruttura su due-tre campi costa realisticamente 50.000-150.000 € tra struttura, impianti e pratiche, e porta con sé permessi edilizi e costi energetici seri (riscaldamento e pressurizzazione).
    • L’immobile o l’area. Capannone riconvertito o terreno: servono destinazione d’uso compatibile con l’attività sportiva, agibilità, parcheggi. La riconversione di un capannone industriale — altezza minima, illuminazione, spogliatoi — è spesso il vero cantiere.
    • Spogliatoi, reception e bar. Docce e spogliatoi a norma sono obbligati; il bar è facoltativo ma è dove si ferma il margine (e richiede i requisiti per la somministrazione e la relativa SCIA).
    • Il gestionale. Nel padel le prenotazioni passano quasi tutte da piattaforme come Playtomic o simili: commissioni a parte, hanno un pregio enorme per chi compra — lasciano uno storico di occupazione verificabile.

    Ordini di grandezza, non preventivi: un club indoor da 3-4 campi con spogliatoi e bar difficilmente nasce con meno di 200.000-400.000 €; un impianto outdoor su area già pronta può stare molto sotto, un centro grande con palestra e ristorante molto sopra.

    Quanto rende: l’aritmetica del prime time

    Il ricavo di un campo è semplice:

    ricavo campo = slot prenotati × prezzo dello slot (di norma 90 minuti, pagati in quattro)

    Un’ora e mezza di padel costa al gruppo indicativamente 28-48 € a seconda di città, orario e stagione — cioè 7-12 € a giocatore, il motivo sociale del boom. Ma la variabile che decide tutto è l’occupazione, e la sua distribuzione nella giornata: il padel si gioca soprattutto tra le 18 e le 23 e nel weekend. Il prime time si riempie quasi da solo; il club guadagna o perde sulle ore vuote del mattino e del primo pomeriggio, che si riempiono solo con scuola padel, tornei aziendali, convenzioni e prezzi dinamici.

    Gli altri ricavi che fanno il margine:

    • la scuola e i maestri: lezioni individuali e corsi riempiono le ore morte e fidelizzano; il maestro bravo è anche il motivo per cui i clienti scelgono un club e non l’altro;
    • tornei e leghe: circuiti amatoriali e campionati interni trasformano clienti occasionali in frequentatori fissi;
    • bar e somministrazione: il “terzo tempo” è parte del prodotto;
    • abbonamenti e pacchetti: dove il mercato li accetta, stabilizzano il cassetto.

    E i costi: energia (una copertura pressostatica riscaldata d’inverno è una voce pesante), affitto o rata dell’area, personale di reception e maestri, manutenzione dei tappeti (che si consumano e si sostituiscono ogni qualche anno), commissioni delle piattaforme.

    Il punto di mercato del 2026 va detto senza giri: nelle grandi città l’offerta ha raggiunto — e in alcune zone superato — la domanda. I club con pochi campi scoperti e senza servizi soffrono; funzionano i club indoor, multi-campo, con scuola e community. In molti capoluoghi di provincia e nei bacini senza concorrenza, invece, la domanda è ancora superiore all’offerta. La due diligence, qui, è geografica: quanti campi ci sono nel raggio di 15 minuti, e quanti ne stanno costruendo.

    Aprire da zero o rilevare un club avviato?

    Il vantaggio del rilevare, nel padel, ha una particolarità rara: i numeri sono verificabili come in pochi altri settori. Lo storico delle prenotazioni sulla piattaforma — occupazione per fascia oraria, ricavo per campo, stagionalità, clienti ricorrenti — è un dato oggettivo che il venditore può (e deve) mostrare. Un ristorante ti racconta i coperti; un club di padel te li fa vedere nel gestionale.

    In più, chi rileva si porta a casa:

    1. la struttura fatta: campi, copertura, permessi edilizi e agibilità — cioè la parte lunga e incerta del progetto;
    2. la community: i gruppi fissi del martedì sera, la scuola, le leghe interne. Nel padel il cliente non compra un campo, compra le persone con cui gioca;
    3. i maestri e il personale, che da zero vanno reclutati in un mercato conteso;
    4. il contratto sull’area, se lungo e a canone sensato: nel padel l’immobile non si sposta, e la durata residua del contratto è parte sostanziale del valore — vale la guida sul subentro nel contratto di locazione.

    Sul dilemma generale vale come sempre comprare vs aprire un’attività — con l’avvertenza che nel padel il “da zero” sconta oggi un rischio in più: arrivare in una zona già satura.

    Come si valuta un centro padel

    Il metodo è quello generale — come si calcola il prezzo di un’attività — con le specificità del settore:

    1. Redditività normalizzata degli ultimi 2-3 anni, corretta per il lavoro del titolare (spesso anche maestro o factotum) e per i costi energetici veri della copertura.
    2. Qualità del ricavo: occupazione per fascia oraria dallo storico della piattaforma, quota di ricavi da scuola e abbonamenti (ricorrenti) rispetto alle prenotazioni spot, trend anno su anno — un club in crescita e uno in parabola discendente non valgono uguale, anche a parità di incasso.
    3. Gli asset fisici e la loro età: tappeti (vita utile pochi anni), vetri, copertura e suoi impianti. Un parco campi a fine ciclo è un investimento in arrivo da scontare dal prezzo.
    4. Il contratto sull’area: durata residua, canone, rinnovo; se area pubblica in concessione, scadenza e condizioni della concessione. È spesso la voce che decide se il club vale qualcosa o no.
    5. La concorrenza in arrivo: nel padel il valore si erode in fretta se a un chilometro aprono sei campi nuovi. La verifica dei permessi edilizi in zona non è paranoia, è valutazione.

    Molti club sono gestiti da ditte individuali o s.n.c. che non depositano un bilancio ordinario: per la verifica dei numeri vale la guida su come verificare un’azienda che non deposita il bilancio, partendo dalla verifica dell’azienda dalla partita IVA.

    Le verifiche specifiche prima di firmare

    1. Forma giuridica: impresa o ASD/SSD? Se associazione, la “vendita” va ristrutturata con un professionista prima ancora di parlare di prezzo.
    2. Storico prenotazioni dalla piattaforma: occupazione per fascia oraria e stagione, ricavo per campo, clienti attivi e ricorrenti. Chiedere l’accesso ai report, non gli screenshot.
    3. Titolo sull’area: contratto di locazione (durata, canone, subentro) o concessione pubblica (scadenza, bando, condizioni); conformità edilizia di campi e copertura — le coperture “provvisorie” mai sanate sono un classico del settore.
    4. Impianti e consumi: bollette vere di un anno intero, stato del pressostatico o della tensostruttura, costi di riscaldamento invernale.
    5. Stato dei campi: età dei tappeti e dei vetri, piano sostituzioni.
    6. Personale e maestri: contratti, compensi sportivi, chi resta dopo il passaggio — se la scuola è il maestro e il maestro se ne va, il ricavo se ne va con lui.
    7. Concorrenza presente e futura nel bacino: campi esistenti, cantieri, prezzi orari di zona.
    8. Due diligence ordinaria su debiti, contributi e contenziosi: la checklist di comprare un’attività già avviata.

    Domande frequenti

    Quanto costa aprire un centro padel?

    Un campo panoramico chiavi in mano costa indicativamente 15.000-30.000 € più la platea in cemento; la copertura (pallone pressostatico o tensostruttura) su due-tre campi aggiunge 50.000-150.000 €. Con spogliatoi, reception e bar, un club indoor da 3-4 campi difficilmente nasce con meno di 200.000-400.000 €; un impianto outdoor su area già pronta costa molto meno, ma lavora una frazione dell’anno.

    Quanto rende un campo da padel?

    Il ricavo è: slot prenotati × prezzo (28-48 € per 90 minuti a seconda di città e orario). Il prime time serale e il weekend si riempiono facilmente; la differenza tra un club che guadagna e uno che perde la fanno le ore del mattino e del pomeriggio, che si riempiono solo con scuola, tornei e convenzioni. Contano poi i ricavi accessori: lezioni, bar, abbonamenti.

    Il padel è un mercato saturo?

    Dipende da dove. Nelle grandi città l’offerta è cresciuta più della domanda e i club piccoli, scoperti e senza servizi soffrono; nei capoluoghi di provincia e nei bacini senza concorrenza c’è spesso ancora spazio. Prima di comprare (o costruire) va fatta una due diligence geografica: campi esistenti e in costruzione nel raggio di 15 minuti, prezzi orari di zona.

    Si può comprare un club di padel che è una ASD?

    No, non con una compravendita ordinaria: un’associazione sportiva non ha quote cedibili e il suo patrimonio non è liberamente trasferibile. Le strade sono altre — subentrare nel contratto sull’area, acquistare campi e attrezzature, costituire una nuova entità — e vanno costruite con un professionista. Se invece il club è una s.r.l. o una ditta individuale, si applica la normale cessione d’azienda.

    In sintesi

    • Il campo è la parte facile: 15.000-30.000 € a campo più platea; sono copertura, immobile e permessi a fare il vero investimento (200.000-400.000 € per un club indoor da 3-4 campi).
    • Il margine vive sulle ore vuote: il prime time si riempie da solo; scuola, tornei e convenzioni decidono il conto economico.
    • I numeri sono verificabili: lo storico della piattaforma di prenotazione è la due diligence più oggettiva che esista nel commercio di vicinato — chiederlo sempre.
    • Tre nodi legali: forma giuridica (le ASD non si comprano), titolo sull’area (locazione o concessione) e conformità edilizia della copertura.
    • La geografia decide: grandi città spesso sature, provincia con spazi; la concorrenza in costruzione va verificata come i bilanci.

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    Questa guida ha finalità informative e non sostituisce il parere di un professionista: costi, permessi edilizi, regimi delle ASD/SSD e condizioni delle concessioni variano caso per caso e vanno verificati con i tecnici e i consulenti competenti.

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