
Aziende in vendita in Emilia-Romagna: settori, prezzi reali e province (osservatorio 2026)
L’Emilia-Romagna è la regione dove il trasferimento d’impresa parla due lingue diverse: quella della via Emilia — bar, ristoranti, tabaccherie e botteghe che passano di mano tra i 50.000 e i 300.000 € — e quella della Riviera, dove un hotel a Rimini si tratta a cifre da un milione in su. Trattarle come un mercato solo è il modo migliore per sbagliare valutazione, da entrambi i lati del tavolo.
In questo osservatorio usiamo i dati reali degli annunci Sherlok — 138 attività in vendita in regione a luglio 2026, di cui 135 con prezzo pubblico — per rispondere alle domande concrete: che prezzi aspettarsi, dove si concentra l’offerta, e quali sono le trappole tipiche del mercato emiliano-romagnolo.
I prezzi reali del mercato (dati Sherlok)
Il prezzo richiesto mediano in Emilia-Romagna è di circa 180.000 €: sopra la Lombardia (~160.000 €) e la media Italia (~150.000 €). È una delle regioni più “care” del Paese sul mercato delle attività — e il perché sta nella composizione dell’offerta, non in un generico sovrapprezzo.
| Regione | Prezzo mediano richiesto |
|---|---|
| Toscana | ~1.300.000 € (poche operazioni, molto turismo) |
| Piemonte | ~190.000 € |
| Emilia-Romagna | ~180.000 € |
| Lombardia | ~160.000 € |
| Media Italia | ~150.000 € |
| Veneto | ~130.000 € |
Sono mediane di prezzo richiesto (non di chiusura) su annunci reali: danno ordini di grandezza, non il valore di una singola azienda. Metà delle attività costa meno, metà di più. Il prezzo effettivo dipende da bilanci, avviamento, contratti e trattativa.
Un dato che distingue la regione: su 138 annunci solo 3 sono a trattativa riservata. Il mercato emiliano-romagnolo espone i prezzi — il che rende il confronto tra attività simili molto più onesto che altrove.
I settori, coi numeri veri
| Comparto | Annunci | Prezzo mediano | Range |
|---|---|---|---|
| Ristorazione (bar, caffetterie, ristoranti) | 92 | ~152.000 € | 18.000 – 900.000 € |
| Alta ristorazione | 14 | ~185.000 € | 100.000 – 380.000 € |
| Attività commerciali (tabacchi, negozi) | 10 | ~240.000 € | 40.000 – 900.000 € |
| Turismo e ospitalità (hotel, affittacamere) | 10 | ~1.000.000 € | 600.000 – 1.800.000 € |
| Salute e benessere | 3 | ~100.000 € | 100.000 – 150.000 € |
Dati Sherlok, luglio 2026. 135 annunci con prezzo pubblico su 138.
La ristorazione è tre quarti del mercato
106 annunci su 138 sono ristorazione: la food valley si vede anche nel mercato delle cessioni. Bar con cucina, caffetterie con dehor, tavole calde e ristoranti passano di mano lungo tutta la via Emilia con una mediana intorno ai 150.000 € — ma con un range enorme, dai 18.000 € del piccolo bar di paese ai 900.000 € del locale strutturato. La regola qui non cambia rispetto al resto d’Italia: si comprano incassi e margini documentati, non l’atmosfera. Con una particolarità emiliana: molti locali incorporano tabacchi, Lotto e Sisal — e quel pezzo di valore segue regole di trasferimento tutte sue (sotto).
Gli hotel della Riviera: un mercato nel mercato
Il comparto turismo ha una mediana di 1 milione di € — sei volte quella della ristorazione. Sono gli hotel tre stelle di Rimini e della costa (600.000 – 1.800.000 €), gli affittacamere strutturati, le strutture con piscina e ristorante dell’entroterra romagnolo. Operazioni con logiche proprie: si valutano per camera e per stagionalità, non con i moltiplicatori del food — la guida dedicata è come vendere un hotel. Nota interessante dai nostri annunci: più di una struttura si propone con acquisto a riscatto o formule dilazionate — se ragioni in quella direzione, leggi prima vendere o comprare un’azienda a rate, perché garanzie e fisco non perdonano l’improvvisazione.
Tabaccherie e multiservizi: il valore è nelle licenze
Le attività commerciali hanno la seconda mediana più alta (~240.000 €), trainata da tabaccherie e bar tabacchi: nei nostri annunci c’è una tabaccheria con 105.000 € di aggio annuo proposta a 280.000 €, e diversi bar con tabacchi, Lotto e slot tra i 100.000 e i 600.000 €. Il punto tecnico da non sbagliare: la rivendita di tabacchi è una concessione statale e non si trasferisce automaticamente con l’attività — il passaggio va costruito sull’esito dell’autorizzazione ADM, come spiegato nella guida al bar tabacchi.
La sorpresa: l’offerta non è dove te l’aspetti
Se pensi “Emilia-Romagna” e ti viene in mente Bologna, i numeri raccontano un’altra storia:
| Provincia | Annunci |
|---|---|
| Parma | 39 |
| Piacenza | 27 |
| Reggio Emilia | 26 |
| Bologna | 14 |
| Modena | 14 |
| Rimini | 10 |
| Ferrara, Forlì-Cesena, Ravenna | 5 |
Due terzi dell’offerta è nell’Emilia occidentale — Parma, Piacenza, Reggio — non nel capoluogo. È l’effetto combinato di un tessuto fittissimo di piccole attività familiari e di un passaggio generazionale che in quelle province morde più che altrove: attività sane, spesso storiche, che arrivano sul mercato perché manca chi continui. Per chi compra è la parte più interessante del mercato: concorrenza tra acquirenti più bassa che a Bologna, prezzi più trattabili, e attività con clientela consolidata. La verifica in più da fare: quanto del fatturato dipende dalla persona del titolare che esce.
Bologna e Modena, con volumi più piccoli, esprimono valutazioni mediamente più alte a parità di attività — il premio della piazza universitaria e della motor valley. Rimini fa storia a sé: pochi annunci ma ticket altissimi, perché lì si vendono hotel, non bar.
Comprare vs. vendere in Emilia-Romagna
Se vuoi comprare, la regione offre prezzi esposti (solo 3 riservati su 138) e un’offerta concentrata nel food: il confronto tra attività simili è più facile che altrove, quindi usalo. Prima dell’offerta: bilanci o corrispettivi degli ultimi 3 anni, visura camerale, canone e durata residua della locazione, e — per tabacchi e ricevitorie — la trasferibilità reale delle concessioni.
Se vuoi vendere, il mercato regionale premia chi documenta: con i prezzi degli altri sotto gli occhi di tutti, un prezzo fuori scala si nota subito e allunga i tempi. Parti da una valutazione con metodo e moltiplicatori, non da un’aspettativa. Su Sherlok la valutazione è gratuita e non paghi alcuna commissione sul prezzo di vendita.
Dove cercare (e pubblicare) un’attività in regione
Puoi sfogliare le aziende in vendita in Emilia-Romagna su Sherlok — filtrabili per provincia e settore, con contatto diretto col venditore — o partire dalla panoramica nazionale. Se valuti anche le regioni vicine, ci sono gli osservatori gemelli su Lombardia, Veneto, Piemonte e Toscana.
Checklist prima di chiudere in Emilia-Romagna
- Bilanci o corrispettivi degli ultimi 3 anni, e coerenza con gli incassi dichiarati a voce.
- Il canone di locazione: nelle città d’arte e sulla costa è la variabile che decide la marginalità.
- Concessioni e licenze (tabacchi, Lotto, ricevitorie, somministrazione): a chi sono intestate e come si trasferiscono davvero.
- Stagionalità (Riviera): i conti vanno letti su 12 mesi, non sulla stagione buona.
- Motivo reale della vendita: pensione e passaggio generazionale sono buoni segnali; il calo strutturale del fatturato molto meno.
- Dipendenza dal titolare: nelle attività familiari emiliane è il rischio numero uno per chi subentra.
In sintesi
L’Emilia-Romagna nel 2026 è un mercato a due velocità: la via Emilia delle attività di prossimità (mediana ~180.000 €, ristorazione a tre quarti dell’offerta, prezzi trasparenti) e la Riviera degli hotel (mediana 1 milione). L’offerta si concentra a ovest — Parma, Piacenza, Reggio Emilia — dove il passaggio generazionale porta sul mercato attività solide a prezzi trattabili, mentre Bologna esprime volumi minori e valutazioni più alte. Per chi compra: sfrutta la trasparenza dei prezzi e verifica concessioni e dipendenza dal titolare. Per chi vende: documenta i numeri e parti dal prezzo giusto.
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